Candelotti di ghiaccio dal tetto: cosa fare

candelotti di ghiaccio dal tettoQuando si formano i candelotti di ghiaccio sulle grondaie è un problema serio, sia per la sicurezza che per l'economia domestica.

Un tempo era molto comune, durante l'inverno, vedere queste lunghe stalattiti di ghiaccio pendere dai cornicioni dei tetti.

Se oggi è molto più raro assistere a questo fenomeno lo dobbiamo a due fattori:

  1. il riscaldamento globale che ha portato ad avere inverni sempre meno rigidi
  2. una presa di coscienza sul risparmio energetico che ha portato ad isolare meglio le nostre case 

La formazione dei candelotti di ghiaccio, infatti, è dovuta sia ad una repentina alternanza tra scioglimento della neve e successivo ricongelamento, sia (e soprattutto) ad un isolamento del tetto insufficiente o addirittura assente.

Negli edifici di vecchia costruzione l'isolamento di tetti e solai non era cosa a cui si prestava particolare attenzione e questo, proprio grazie alla dispersione del calore attraveso il tetto, favoriva il formarsi di lunghi candelotti di ghiaccio.

Nei centri urbani, ancora oggi, esistono edifici mal isolati e, in particolari condizioni ambientali, ancora si formano questi pericolosi candelotti che costringono le amministrazioni comunali ad emettere delle ordinanze affinchè i proprietari degli immobili provvedano alla loro rimozione, specie se questi candelotti si formano sopra ad ambienti pubblici quali strade e marciapiedi.

Nell'attesa che il proprietario provveda, a sue spese, alla rimozione delle stalattiti di ghiaccio, in via precauzionale le amministrazioni pubbliche possono interdire il passaggio nelle zone a rischio.

Cosa fare se sul nostro tetto si formano queste stalattiti di ghiaccio

La prima cosa da fare, per la propria incolumità e quella altrui, è cercare di staccare questi candelotti, usando tutta la prudenza del caso.

Evitate di agire dalle finestre perchè sporgendovi è facilissimo cadere di sotto. La cosa migliore è intervenire con una lunga asta, dal piano del cortile, ma non sempre vi si riesce.

Se volete mettere la casa in sicurezza ma non riuscite a rimuovere i candelotti la cosa migliore è chiamare una ditta che, munita di camion con cestello elevatore, possa andare a staccare l'eccesso di ghiaccio che pende dal tetto.

Se non potete o volete sostenere questa spesa perchè lo considerate un intervento una tantum, non vi resta che evitare accuratamente di passare sotto il perimetro dell'edificio dove si sono formati i candelotti.

Staccare le stalattiti dalle grondaie, infatti, risolve il problema nell'immediato ma non evita la possibilità che il ghiaccio torni a formarsi.

Intervenire in autunno per prevenire il fenomeno

Se dei candelotti di ghiaccio pendono dal tetto, significa che la grondaia è intasata di ghiaccio e l'acqua finisce per scavalcarla e gocciolare al di fuori di essa, ghiacciandosi e formando delle stalattiti.

La prima cosa da fare, nel tardo autunno, quando gli alberi hanno già perso il fogliame, è di intervenire con una opera di pulizia delle grondaie, in modo tale che l'acqua ristagni il meno possibile ed eviti di accumularsi al loro interno.

Avere le grondaie libere da foglie, sabbia e altri detriti è già un buon punto di partenza ma, ovviamente, non ci mette al riparo dal fenomeno delle stalattiti nel periodo invernale, per la semplice ragione che le grondaie intasate sono, al più, una concausa.

Tenere pulita la gronda, tuttavia, è molto importante per cercare di fare defluire al meglio l'acqua.

Quando si formano i candelotti significa che all'interno della gronda si è formato una sorta di lago ghiacciato e il peso diventa considerevole.

Tanto considerevole che la grondaia potrebbe non reggere o i ganci di sotegno allentarsi facendo magari venire meno la corretta inclinazione della gronda.

Insomma, nel tardo autunno verifichiamo che la gronda si presenti nel miglior modo possibile per l'imminente inverno.

Se vogliamo che la gronda rimanga libera dal ghiaccio potremmo anche adottare un provvedimento come la posa dei cavi scaldanti, direttamente all'interno della grondaia o sotto le tegole, nella parte più bassa della falda del tetto.

I cavi scaldanti sono essenzialmente delle resistente elettriche che, scaldandosi, impediscono la formazione del ghiaccio. Ovviamente consumano elettricità, ma se non vivete in Lapponia avrete la possibilità di attivare i cavi solo nei giorni in cui il tetto è coperto di neve.

Rimuovere la neve dal tetto

spalaneve per tettoRimuovendo la maggior parte della neve dal tetto si riduce, conseguentemente, la massa che si scioglie generando il ghiaccio.

Per far questo ci si serve di apposite pale e rulli come quelli che trovate qui: 

Pale speciali per la rimozione della neve dai tetti

Ricordatevi di operare sempre dal cortile e ad una certa distanza dal tetto per evitare che la massa nevosa possa precipitarvi in testa. Mai salire su una scala per utilizzare queste pale che devono essere necessariamente dotate di prolunga per operare da terra.

Cloruro di calcio per sciogliere il ghiaccio

Una volta che hai eliminato più neve che puoi dal tetto, puoi posizionare compresse di cloruro di calcio all'interno della grondaia per iniziare il processo di fusione.

Abbiamo scritto, in proposito, un articolo sulle valide alternative al sale per sciogliere la neve.

Il cloruro di calcio attraverserà il blocco di ghiaccio creando canali per il deflusso dell'acqua. Questo finirà per sciogliere il ghiaccio e rompere la diga.

Non usare mai salgemma sul tetto in quanto può causare danni. Dovresti usare un prodotto sicuro per il tetto, sicuro per gli animali e sicuro per l'ambiente. L'ultima cosa che vorrai fare è causare ancora più danni usando un prodotto che non è pensato per questo specifico lavoro.

Tieni presente che dovrai utilizzare una scala per posizionare il cloruro di calcio sul tetto. È molto più pericoloso usare una scala quando c'è neve e ghiaccio intorno e dovresti usare estrema cautela quando lo fai.

Bene, abbiamo elencato praticamente tutte le possibili soluzioni per far fronte al problema delle stalattiti che pendono dal tetto, ma abbiamo volutamente omesso di indicare quella che consente di prevenirne la formazione, ovvero un adeguato isolamento del tetto e del solaio per evitare la dispersione dela calore. A questo argomento dedicheremo un apposito articolo.