Come scegliere la migliore stufa a pellet

stufa a pelletI caminetti a legna, che per secoli sono stati l’unica fonte di riscaldamento delle case, sono stati recentemente affiancati dai caminetti e dalle stufe a pellet.

Esattamente come le stufe e i caminetti a legna, anche le soluzioni alimentate a pellet si presentano con un’estetica molto versatile che fa sì che queste si integrino perfettamente in ogni ambiente, dal più moderno al più tradizionale.

In questo articolo ci concentreremo principalmente sulle stufe a pellet e non sui camini, su soluzioni, quindi, che presentano meno difficoltà di installazione rispetto ai tradizionali focolari da incasso.

Una questione di fuoco

Ancora oggi molte persone trovano problematico l’approccio alle stufe a pellet.

Non si tratta di difficoltà legate all’installazione che, come scritto poche righe sopra e come illustreremo anche in seguito, risulta molto più agevole rispetto alle stufe a legna.

La resistenza, se così la possiamo chiamare, verso il riscaldamento a pellet consiste soprattutto nell’immagine del fuoco guizzante che molte persone hanno, un’immagine che è un retaggio di secoli di uso di sistemi di combustione a legna.

La fiamma che si sprigiona all’interno di un focolare a pellet è diversa da quella prodotta dalla legna, per certi versi più “artificiale”.

In realtà si tratta in entrambi i casi di un processo di combustione. La combustione del pellet risulta più uniforme, solo che, pur producendo naturalmente calore, non vedendo la fiamma viva del fuoco tradizionale, molti non provano quella naturale soddisfazione che si prova di fronte ad un caminetto a legna, quasi si trovassero di fronte ad un caminetto finto.

Quelli trattati fino a qui, non possono essere definiti svantaggi. Tutt’altro, le qualità di una stufa a pellet sono davvero molte e chi ha avuto occasione di provare una stufa a pellet difficilmente torna indietro; anzi la preferirà alla più tradizionale stufa a legna.

I vantaggi delle stufe a pellet

Il grande vantaggio di acquistare una stufa a pellet consiste in questa parola magica: autonomia.

Fino a quando siete in casa non è difficile alimentare un camino con la legna; è un po’ una seccatura, certo, ma alla fine la si sopporta.

La cosa diventa un problema quando si esce di casa per un po’, oppure quando a casa non c’è nessuno. Per non parlare di quando tornando dal lavoro, vorremmo trovare una casa calda e accogliente ma ci troviamo di fronte, invece, ad una casa fredda ed alla necessità di accendere la stufa.

I punti di forza delle stufe a pellet non finiscono qui! Si possono programmare, si accendono anche in nostra assenza e, una volta caricata la stufa con i pellet, questa scalda la casa senza la necessità che qualcuno la alimenti in continuazione; l’autonomia di una stufa a pellet può arrivare anche a 8 ore.

È questa praticità che spinge gli acquirenti di una stufa alimentata a pellet a dire che non tornerebbero a un caminetto a legna e che fa in modo di procedere all’acquisto delle migliori stufe a pellet sul mercato.

Soluzioni altamente tecnologiche

Le stufe alimentate a pellet sono dei veri e propri generatori di calore, una soluzione tutto sommato ecologica rispetto ai tradizionali sistemi alimentati da combustibili fossili.

Il funzionamento di questi apparecchi è reso possibile da una centralina elettronica che automatizza e rende ottimale il processo di combustione, assicurando alta efficienza e basse emissioni.

Tanta tecnologia ha come unico difetto quello di essere legata all’alimentazione elettrica; se, per qualsiasi ragione, viene meno l’energia elettrica la stufa smette di funzionare e questo, come vedremo, potrebbe essere un problema anche per lo smaltimento dei fumi.

La scheda elettronica della stufa, che si basa su un complesso algoritmo, gestisce molteplici funzioni che vanno dall’accensione programmata alla regolazione dell’aria comburente, dalla frequenza di caricamento del pellet alla gestione dello smaltimento dei fumi della combustione.

Quello che il proprietario deve fare si limita al caricamento del pellet e alla successiva impostazione delle fasce orarie di funzionamento e, infine, la temperatura ambiente desiderata. Tutto può essere fatto attraverso il display posto sulla stufa o con un telecomando.

Oggi, alcune stufe a pellet possono persino essere gestite da remoto, tramite lo smartphone grazie a una apposita applicazione che ci consente di impostare tutti i parametri desiderati anche da centinaia di chilometri di distanza.

Una stufa per ogni esigenza

La scelta della stufa non può basarsi solo sull’aspetto estetico.

Certo, questo è uno dei fattori, ma la stufa deve in primo luogo scaldare e per farlo in maniera soddisfacente deve avere un’alta efficienza energetica ed essere dimensionata correttamente rispetto all’ambiente in cui viene collocata.

Inutile inoltrarci in caratteristiche tecniche e complicati calcoli che sarà il rivenditore/installatore stesso a dovervi fornire.

Tenete per voi la scelta estetica e chiedete consiglio a un tecnico esperto per tutti gli altri particolari.

Esistono stufe adatte a riscaldare più stanze mediante apposite canalizzazioni, stufe che possono essere collegate all’impianto termosanitario, stufe a ventilazione forzata o naturale.

Insomma, spiegate al vostro rivenditore di fiducia quali sono le vostre esigenze e aspettative, questo saprà consigliarvi quali sono le migliori stufe a pellet per la vostra abitazione.

La questione dello scarico dei fumi

Ancora oggi molti non hanno ben chiaro quali siano le regole che riguardano lo scarico dei fumi.

Tecnicamente, ogni impianto che genera fumi derivanti da combustione, necessita di una canna fumaria che arrivi oltre il colmo del tetto.

Per molto tempo si sono promosse le stufe a pellet come soluzioni che consentivano lo scarico dei fumi a parete.

Questo è (stato) parzialmente vero fino al 2013, data di entrata in vigore della legge che normava gli impianti di combustione domestici.

Di fatto le stufe a pellet possono, nella generalità dei casi, funzionare anche con uno scarico a parete ma probabilmente nessun tecnico vi certificherà un simile impianto.

Bisogna inoltre considerare che con una sempre maggiore efficienza delle stufe a pellet si è ridotto anche il calore dei fumi che è in diretta correlazione con la capacità degli stessi di defluire verso il terminale esterno.

Per tutte queste ragioni, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un tecnico e prevedere sempre e comunque la realizzazione della canna fumaria che, questo sì, potrà essere di sezione abbastanza inferiore rispetto a quella di un caminetto con combustione a legna.

La canna fumaria non solo sarà in grado di garantire il tiraggio ottimale della stufa ma sarà anche in grado di smaltire naturalmente i fumi anche nel caso in cui l’interruzione della corrente elettrica causasse l’eventuale blocco della ventola che forza i fumi verso l’esterno.

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