Il rumore dei tarli

rumore dei tarliSe di notte vi capita di sentire un inquietante ticchettio, sappiate che i vostri mobili sono in pericolo.

La vita larvale dei tarli a volte perdura anche per anni e il rumore che emettono all'interno delle gallerie scavate nel legno è abbastanza inconfondibile.

All'epoca dell'amore il maschio e la femmina di tarlo percuotono le pareti dei cunicoli che hanno scavato nel legno, con colpi secchi e ad intervalli quasi regolari, servendosi della loro corazza o delle mandibole.

Il legno dei mobili, essendo vecchio e stagionato, trasmette facilmente il suono che si propaga in tutta la massa legnosa ed è udibile nel silenzio della notte.

Il ticchettio, dunque, interpretato dagli uomini come lugubre monito della morte, altro non è che un richiamo amoroso che però gli uomini non hanno esitato a definire "orologio della morte".

antitarlo completSi potrebbe anche dire che si tratta di una specie di alfabeto Morse che il maschio e la femmina usano per ritrovarsi nel labirinto delle loro tenui gallerie.

L'accoppiamento si effettua durante la notte e la femmina depone le uova, in genere cinquanta o sessanta, all'imboccatura delle gallerie.

La piccola larva che sguscia dalle uova si addentra nella galleria e ben presto l'insetto è in grado di iniziare il suo tenace lavoro di minatore del legno.

Per mesi e mesi, durante la fase larvale, il tarlo non si preoccupa di null'altro che di scavare e mangiare i detriti del legno.

Dopo la metamorfosi, che avviene nella galleria, l'adulto riprende per un certo tempo il suo lavoro, fin quando non è in grado anch'esso di ritmare il suo richiamo.

Il numero delle generazioni annuali, nelle diverse specie di tarli, varia da una a dieci.

La definizione di "orologio della morte" attribuita al tarlo può avere un'altra giustificazione nei caratteristici e molto frequenti comportamenti degli Anobidi.

Con atteggiamenti tipici, quali la retrazione delle antenne e degli arti, infatti, l'insetto simula la morte.

Non è ben chiaro quale sia lo stimolo che induce i tarli a simulare la morte, ma sembra probabile che ciò sia dovuto ad un istinto di difesa.

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