Piante rampicanti sul terrazzo: schermi solari naturali

Piante rampicanti in terrazza

Le piante rampicanti sono la soluzione più naturale che esista per proteggere le terrazze dall’eccessivo irraggiamento solare.

A differenza delle lamelle orientate, che sono fisse e non modificabili, e delle tende, che vanno riavvolte quando si desidera avere un maggiore soleggiamento, le piante rampicanti sono capaci di adattarsi a tutte le situazioni.

Oggi si trovano sul mercato tende e pergole, anche motorizzate ad elevato contenuto tecnologico, ma la natura continua ad offrirci le soluzioni migliori ed esteticamente più gradevoli.

Scelte e collocate con cura, le piante rampicanti in vaso e fatte crescere su tralicci, non solo consentono di controllare quanta ombra si vuole, ma anche quando la si vuole.

Le piante rampicanti possono essere annuali o perenni, sempreverdi o decidue (vale a dire che perdono le foglie in inverno).

Alcuni rampicanti adatti per terrazzi e balconi

Con i rampicanti a rapido accrescimento, come i convolvi (Ipomea purpurea) e le cobee (Cobea scandens), si possono ottenere, in un lasso di tempo relativamente breve, degli ottimi effetti coprenti.

Con il glicine (Wisteria) e l’uva fragola (Vitis labrusca) si hanno terrazze fresche in estate e case soleggiate in autunno-inverno, quando le piante, perdendo le foglie, lasceranno filtrare i raggi solari.

Il livello di ombreggiamento che le piante possono garantire dipende in parte dai ritmi di accrescimento e in parte dalle dimensioni e dalla opacità delle foglie.

La vite canadese, ottimo rampicante che, in pochi, anni, è in grado di rivestire una intera pergola, abbarbicandosi con le sue minuscole ventose, ha un fogliame largo e compatto in grado di filtrare molta luce.

A questo proposito, le piante si possono suddividere in tre categorie principali:

  • le scadenti, che si arrampicano per mezzo di cirri e viticci
  • le volubili, che si attorcigliano attorno a dei sostegni verticali
  • le ricadenti, i cui lunghi rami tendono a ricadere ad arco e vanno pertanto legati al sostegno, come le rose e i gelsomini

Le rampicanti volubili sono quelle che offrono l’ombreggiatura più sostenuta.

Le foglie empie e ruvide del luppolo (Humulus lupulus), che raggiungono i 20 centimetri di larghezza, creano spesso tappeti in grado di bloccare i raggi del sole.

Lo stesso si può dire dell’edera comune (Hedera Helix), mentre le foglie delicatamente frastagliate del sapindo (Sapindus saponarius) riescono solo a filtrare i raggi.

Molte piante rampicanti producono anche fiori e bacche, più o meno decorative che possono trasformarsi, però, in autentiche maledizioni.

Bisogna essere consapevoli che insetti ed uccelli possono essere particolarmente attratti dalle bacche e quindi bisogna saper scegliere accuratamente la pianta rampicante da allevare sui terrazzi e sui balconi se non vogliamo attirarci ospiti sgraditi, ancorché assolutamente naturali.

Le api, ad esempio, sono attratte dagli acini mentre gli uccelli sono attratti dalle bacche, specie se hanno un sapore agrodolce; questi ultimi, dopo essersene nutriti, possono lasciare indesiderati regalini sul pavimento del terrazzo o del balcone.

Infine vi sono alcune piante rampicanti, come l’aristolochia (Aristolochia sipho), che pur avendo fiori bellissimi emanano un odore che non è altrettanto piacevole.

terrazza verde con rampicanti

Piante rampicanti in vaso

Per poter godere di una pianta rampicante sul balcone o sulla terrazza, bisogna necessariamente coltivarla in vaso, salvo rari casi in cui si può sperare di mettere a dimora la pianta a terra, vicino al muro perimetrale, e poi farla salire fino al livello del balcone o del terrazzo.

Per coltivare un rampicante in vaso bisogna scegliere con cura il vaso e, ovviamente, il rampicante.

Una pianta rampicante annuale non avrà il tempo materiale per sviluppare un apparato tale da creare particolari problemi anche qualora fosse coltivata in vaso.

Il discorso è diverso per piante perenni che hanno la necessità di vasi capienti e profondi per poter sviluppare il loro apparato radicale.

È evidente che per i rampicanti perenni collocati sul balcone ben difficilmente si potrà parlare di rinvaso qualora se ne riscontrasse la necessità.

Bisogna quindi partire da contenitori già abbastanza grandi da poter prevedere anche lo sviluppo della pianta negli anni a venire, pianta che, dopo un certo lasso di tempo, a causa del naturale impoverimento del terreno, dovrà essere aiutata con la somministrazione di un buon fertilizzante.

Con le piante annuali è tutto più facile, da un certo punto di vista, perché alla fine del ciclo vegetativo si possono svuotare i vasi e riempirli nuovamente di terra l’anno successivo, questo comporta che si possano tenere anche vasi più piccoli.

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