Attrezzi a mano da falegname

Gli attrezzi da falegname si sono evoluti in maniera esponenziale negli ultimi decenni.

Se nel corso dei secoli tali attrezzi sono rimasti pressoché invariati, con lo sviluppo degli elettroutensili molti di essi sono stati messi in un angolino.

Ancora oggi, però, se si vuole imparare l’arte della falegnameria, bisogna partire da questi attrezzi manuali perché è proprio attraverso di essi che si acquisisce quella manualità e quella maestria che faranno di un apprendista un vero artigiano.

La varietà degli attrezzi da falegname ti obbligherà ad una selezione abbastanza severa quando procederai all’acquisto dell’attrezzatura.

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Non avere rimpianti e spendi il giusto: i buoni arnesi devono adattarsi alla nostra mano e questo avverrà solo dopo lunghi mesi di lavoro.

In un altro articolo avevo già parlato di come scegliere la cassetta degli attrezzi ma, in quella sede, avevo scritto principalmente di una cassetta per lavori di meccanica.

Difficilmente gli attrezzi da falegnameria potranno stare dento una cassetta degli attrezzi perché sono decisamente più ingombranti che non le chiavi e le pinze di metallo.

Ma andiamo subito a vedere quali sono gli attrezzi di cui nessun banco da falegname dovrebbe fare a meno.

Il martello

Il martello è davvero uno degli attrezzi indispensabili e può presentarsi in diverse forme.

È fornito di una testa e di un manico e serve per piantare chiodi e semenze.

Può avere la testa in legno, in metallo, in plastica, in acciaio, in rame, tutto dipende dal lavoro che si deve eseguire.

Il manico può essere in legno, in metallo o in plastica.

strumenti da falegname

Le seghe

Parliamo di seghe al plurale dal momento che ve ne sono di diversi tipi ma tutte composte da una lama d’acciaio a denti regolari e da una impugnatura in legno o in plastica.

Tre tipi di seghe interessano il falegname dilettante:

Il saracco

Ha una lama di acciaio triangolare, munita di una solida impugnatura all’estremità.

Il saracco viene usato per lavori comuni, non di precisione.

Ve ne sono di diverse misure, alcuni modelli hanno lame intercambiabili (generalmente tre).

Il saracco con costola (Sterling)

È munito sia di una lama dritta nel prolungamento dell’impugnatura, sia di una lama sfalsata in rapporto all’impugnatura. Questo ultimo tipo è da preferirsi.

L’impugnatura, in alcuni casi, può anche essere smontata e posta a destra o a sinistra della lama.

Può anche servire da sega per livellare.

Il gattuccio

La sua lama, molto sottile e affilatissima, permette diversi tipi di taglio.

Deve essere di ottima qualità per non deformarsi!

Lavorando, va tenuto perpendicolarmente alla superficie da tagliare e bisogna utilizzarlo con movimenti leggeri e senza fretta.

Serve ad eseguire degli intagli all’interno di pannelli.

La sega da impiallacciatura

Questa sega è provvista di una lama di piccole dimensioni a denti finissimi che permettono di usare le impiallacciature in maniera precisa evitando le slabbrature del taglio.

Le pialle

La pialla di legno

La pialla tradizionale è composta da un corpo di legno durissimo, provvisto di una feritoia in cui viene inserito il ferro, vale a dire la lama tagliente in acciaio, il contro-ferro e il cuneo.

Il contro-ferro impedisce le vibrazioni della lama e facilita l’eliminazione dei trucioli.

Il cuneo, in legno, blocca il ferro e il contro-ferro nella feritoia e ne permette l’esatta regolazione.

La pialla metallica

La pialla a zoccolo metallico è composta dagli stessi elementi della pialla in legno, ma è più solida e consente una presa più agevole.

La pialla grossa

È una sorta di pialla che consente di sgrossare il lavoro.

Il piallone

Pialla di dimensioni ancora maggiori della precedente che serve per ottenere delle superfici piane di grandi dimensioni.

La sponderuola

È di forma identica a quella della pialla classica, ma differisce da quest’ultima per il corpo molto più sottile.

Viene utilizzata per eseguire scanalature o per rendere piane delle superfici molto strette.

La sponderuola verticale

È una sponderuola il cui ferro è disposto ad una estremità, davanti al corpo.

Viene utilizzata per piallare fino negli angoli.

Incorsatoio

Piccola pialla il cui ferro è molto stretto.

Permette di eseguire scanalature e linguette sul canto di assi (unione di elementi di parquet).

Si presenta sotto forma di una stretta pialla a due ferri.

È utilizzabile nei due sensi, da una parte per eseguire delle scanalature, dall’altra per linguette.

I cacciaviti

Il cacciavite si compone di una punta metallica conficcata in un manico di legno o di plastica.

La base della punta deve essere piatta e non tagliente ed avere i lati (per il pezzo che penetra nella filettatura della vite) esattamente paralleli tra di loro.

Il cacciavite comune

Si gira a mano e viene usato per piccoli lavori.

Il cacciavite a scatto

Permette di bloccare il manico nel senso dell’avvitamento e dello svitamento ed evita di dover allentare o stringere la presa ad ogni giro di vite.

Sono possibili tre posizioni:

  1. avvitamento
  2. svitamento
  3. fisso

Il cacciavite automatico

Anch’esso a scatto con il gambo fatto a spirale.

Il lavoro non si esegue girando la mano ma premendo sull’attrezzo che, munito di un mandrino, permette l’impiego di piccole punte e può in tal modo sostituire un trapano a mano.

Il cacciavite di forza (a scatto rinforzato)

È munito di due impugnature di cui una gira intorno al manico e permette di avvitare con forza con una mano, mentre l’altra mano preme sul manico.

È spesso venduto con lame intercambiabili.

Il trapano a mano

È una specie di manovella che permette che permette di trasmettere un movimento di rotazione continuo a un attacco fissato all’estremità.

L’attrezzo è generalmente una punta con una estremità tagliente.

Penetra girando nel materiale e fa un foro corrispondente al diametro della punta.

Le raspe

Sgrossano il legno e preparano il lavoro per la lisciatura, smussano i punti arrotondati, concavi o convessi, rifiniscono un segamento grossolano.

Vengono fabbricate in acciaio temperato e si compongono di due parti:

  1. la raspa propriamente detta
  2. la coda che penetra in un manico di legno

La parte tagliente viene ottenuta mediante l’intaccatura del metallo ed è con essa che si lavora sul legno.

È consigliabile possederne quattro tipi:

  • due mezzo tonde a taglio dolce (una stretta 1 cm e una più larga di 3 cm) per livellare e smussare
  • una piatta per squadrare i fondi di intaglio degli incastri per legno o per eseguire una smussatura su legno messa di coltello
  • una rotonda (coda di topo)per rifinire o allargare i fori

Il truschino

Gli strumenti a mano per falegname ed ebanista

Si usa il truschino quando si desidera tracciare linee parallele a una faccia o a un canto.

È un attrezzo da falegname in legno duro, composto da un pezzo rettangolare provvisto di un foro nel quale scorrono per sfregamento una o due punte.

Ciascuna di queste punte è munita ad una estremità di un dente destinato a bloccare la regolazione dopo che questa è stata effettuata.

Lo scalpello da legno

È composto da una lama d’acciaio (tipo una lama da pialla, ma meno larga), che verso l’alto diventa più stretta e che è provvista di un manico in legno molto forte.

Serve a fare intagli poco profondi.

È opportuno possederne di tre tipi con diverse larghezze di lama: ad esempio, 6, 12, 20 mm.

Il bedano

È una specie di scalpello molto rinforzato la cui lama è più spessa che larga.

Serva a fare intagli profondi, soprattutto mortase.

È bene averne di due tipi: 6 e 10 mm.

Le squadre

La squadra semplice a 90°

Si utilizza per tutti i tracciati perpendicolari.

La squadra per tagli obliqui

È utile per l’unione di pezzi o di modanature angolari.

La falsa squadra

È provvista di una lama mobile che gira ad una estremità del tallone e può essere bloccata da un dado a galletto.

È utile quando si desidera riportare un qualsiasi angolo per un tracciato o una verifica.

Il compasso

Il compasso a punte metalliche, oltre a tracciare circonferenze, permette di rilevare o di riportare gli spessori o le differenze senza pericolo di errori.

Il livello

È una specie di grossa riga che permette di controllare l’orizzontalità, la perpendicolarità e l’inclinazione dei piani.

La lettura si effettua osservando la bolla d’aria che si sposta tra due punti di riferimento.

La matita del falegname

È una matita a sezione rettangolare.

Questa particolare forma permette di:

  1. diminuire la sua fragilità
  2. fare la punta a una mina piatta
  3. limitare l’allargamento del tratto quando la mina è usata

La punta per tracciare

È una punta di acciaio rotonda, con una estremità affilata come quella di una matita.

Permette di eseguire tracciati su materiali duri (agglomerati, laminati).

Caccia-chiodo

Punzone in acciaio a punta piatta.

È utilissimo, in falegnameria, per far penetrare i chiodi a testa persa all’interno del legno.

La morsa

Generalmente in ferro forgiato, è soprattutto utilizzata per lavorare il metallo.

Si compone di due mascelle di cui una è fissa allo zoccolo portante fissato al bancone, mentre l’altra, mobile, scorre su di una grande vite che viene girata per mezzo di un perno.

La morsa da legno

È una specie di grande morsa in legno che permette di tenere saldamente fermi i pezzi di legno senza rovinarli.

Il falegname dilettante può scegliere fra un modello incorporato al bancone o uno amovibile che può essere fissato a una tavola o a un banco di fortuna.

Il sergente metallico

Si tratta di una sorta di grande pinza di cui una delle parti è fissa e l’altra è mobile.

Quest’ultima è munita di una vite di stringimento,

Il sergente è portatile ed è utile, principalmente, per tenere fermi pezzi incollati o uniti.

È il complemento della morsa da legno o del barletto.

Ve ne sono di tipo piccolo in un solo pezzo, bei quali solo la vite permette lo stringimento.

La cassetta per tagli obliqui

È formata da un fondo a due pareti.

Queste ultime sono fornite di tagli obliqui che servono da guida alla sega.

È un attrezzo da falegname indispensabile per tagliare rapidamente modanature e bacchettine a 45°, oltre che per realizzare le cornici dei quadri.

Il barletto

In robusto metallo, a gomito, serve per mantenere i pezzi in posizione orizzontale sul bancone permettendo di segare, fare mortase, tagliere ecc.

Traversa il bancone con un foro leggermente più grande della punta di presa.

Si blocca con un colpo verticale di mazzuolo sull’angolo e si sblocca con un colpo orizzontale, ma vi sono anche dei modelli che vengono manovrati a leva.

È indispensabile interporre un pezzo di legno tra il barletto e il pezzo da lavorare.