4 modi per proteggere gli alberi da frutto dagli animali selvatici

Protezioni per alberi da frutto

Quando gli ungulati (e non solo) devastano gli alberi da frutto e le coltivazioni è un danno economico rilevante.

Impiantare un frutteto costa, è un investimento non solo economico ma anche una speranza a lungo termine che tale impianto possa regalarci, un giorno, i frutti sperati.

I risarcimenti per gli agricoltori si rivelano spesso una miseria rispetto ai danni subiti, ma i risarcimenti per i privati che vedono entrare gli animali selvatici a banchettare nel proprio giardino sono praticamente inesistenti.

Ovviamente, l’istinto di sopravvivenza dei selvatici li induce a procacciarsi cibo là dove possono reperirlo o dove, semplicemente, trovano coltivazioni più appetitose di altre.

Se nella bella stagione gli animali selvatici possono contare su un territorio molto ampio per reperire il cibo, maggiori problemi si riscontrano in inverno.

È molto difficile proteggere le colture da un animale affamato disposto anche a correre dei rischi pur di sopravvivere.

I danni causati dagli ungulati agli alberi da frutto

In un certo senso, se i danni che i selvatici causano agli alberi in inverno sono “comprensibili”, ben più difficili da accettare sono i danni che causano agli alberi durante le altre stagioni.

Talvolta daini, cervi e caprioli, prendono di mira gli alberi non per sfamarsi ma solo per “marcare” il territorio.

Questo si ottiene fregando la testa e le corna contro il fusto degli alberi che possono essere irrimediabilmente danneggiati, specie se si tratta di piante giovani ed ancora fragili.

Lo fanno per eliminare la parte tenera dal palco delle corna che poi tendono ad indurirsi e ad assumere la caratteristica struttura ossea.

Quindi, gli alberi da frutto e i cespugli possono essere gravemente danneggiati non solo perché gli ungulati se ne servono per sfamarsi, ma anche perché se ne servono per “pulirsi” le corna.

E ci stiamo limitando agli ungulati, poi ci sono anche molti altri animali che possono danneggiare le nostre piante, dagli uccelli ai roditori.

Ok, assodato che la fauna selvatica è bella ma è anche un potenziale rischio per gli alberi da frutto e per molte altre colture, la domanda da porsi è: “Come faccio ad evitarlo?”

Tipi di dissuasori

Ebbene, credo che i sistemi per tenere lontani gli animali selvatici possano sostanzialmente raggrupparsi in quattro categorie:

  • dissuasori acustici
  • dissuasori olfattivi
  • dissuasori visivi
  • dissuasori fisici

Tutti i sistemi che andrò ad elencare vanno ad agire su uno (o più) dei sensi degli animali, animali che non hanno, come noi, sviluppato particolari doti cognitive, ma che hanno dei sensi molto più sviluppati dei nostri, proprio per garantirsi la sopravvivenza.

L’olfatto, la vista, l’udito degli animali selvatici sono quelli su cui vanno ad agire questi dissuasori.

Alcuni sono efficaci ed altri meno, anche perché, pur non avendo particolari doti cognitive, gli animali apprendono abbastanza in fretta dall’esperienza e una volta che hanno capito che ciò che può averli spaventati una volta era soltanto un “trucco”, ecco che quel sistema perde di efficienza e viene facilmente ignorato dagli ungulati e dagli altri selvatici.

Ma andiamo ad elencare alcuni di questi sistemi più nel dettaglio.

Dissuasori acustici

dissuasore acustico ungulati

Facciamo chiarezza: i sistemi che utilizzerebbero frequenze non percepibili dall’orecchio umano, ma altamente fastidiose per alcuni animali, sono per lo più delle inutili ciofeche.

Quando parlo di dissuasori acustici per animali selvatici, intendo altoparlanti in grado di coprire anche vasti spazi, emettendo suoni che normalmente gli animali emettono quando percepiscono un pericolo.

Tutti sappiamo che molti cacciatori utilizzano dei richiami per attirare gli animali.

I dissuasori funzionano all’inverso: emettono avvisi di pericolo che comunicano alle diverse specie di selvatici di tenersi lontano da quell’area.

Credo che sia uno dei sistemi più efficienti per tenere lontano i cervi, i cinghiali e alcune specie di uccelli dannosi dagli alberi da frutto.

Lo svantaggio è che è un sistema che costa sui 1000 Euro e che può causare disturbo al vicinato, se vi sono altre case nella zona.

Infatti i suoni di paura che emettono gli ungulati devono essere riprodotti dal Raptor (così si chiama questo apparecchio) e devono essere udibili da grande distanza.

Come tutti i sistemi anche questo dissuasore acustico deve essere tarato correttamente. Se gli intervalli di emissione sono troppo regolari e prolungati nel tempo, questo induce assuefazione negli animali selvatici che finiranno per non considerali più.

Dato il costo elevato, è un investimento che deve essere valutato attentamente. Se abbiamo investito diverse migliaia di euro per impiantare un frutteto è evidente che potrebbe essere un investimento che merita di essere fatto.

Rimane, in ogni caso, uno strumento più adatto agli agricoltori di professione che non ai privati.

Dissuasori olfattivi

disabituante animali selvatici

Uno dei sensi più sviluppati negli animali è l’olfatto, lo sappiamo anche semplicemente guardano i nostri cani e come annusano e leggono la “messaggistica” lasciata dai loro simili.

Gli odori sgradevoli disabituano gli animali dal frequentare un determinato territorio e per questo è più corretto chiamarli disabituanti che non dissuasori.

Questi prodotti, a base di elementi naturali, hanno un odore così forte da allontanare cinghiali, istrici, volpi, ed animali selvatici in genere dal territorio che circondano.

Si tratta di una formulazione granulare che deve essere cosparsa sul terreno in modo tale da creare una cintura intorno al frutteto o ai singoli alberi.

Una confezione da 5 litri è sufficiente per formare una barriera protettiva per un perimetro di circa 600 metri.

Anche i disabituanti per gli animali selvatici devono essere usati con intelligenza e gradualità e non è sufficiente una sola applicazione per risolvere il problema.

L’odore forte emesso da questi disabituanti per selvatici viene visto come un segnale di pericolo e costituisce una sorta di muro invisibile ed invalicabile.

Questo sistema ha lo svantaggio dell’odore che è ovviamente percepibile anche dagli umani.

Inoltre l’efficacia si riduce notevolmente in caso di pioggia che finisce per dilavare il prodotto.

Il prodotto lo trovi qui: ALBAGARDEN - DISABITUANTE REPELLENTE PER SELVATICI

Dissuasori visivi

dissuasore visivo ungulati

Di questo tipo di dissuasori ho parlato in maniera abbastanza estesa nell’articolo dedicato alla efficacia degli spaventapasseri per orto e giardino.

La loro efficacia è abbastanza limitata e funziona più con gli uccelli che con gli ungulati.

La luce blu emessa da un sistema come quello di ISOTRONIC, dovrebbe spaventare anche i selvatici di terra in quanto, stando a quanto comunicano, la luce blu non esiste in natura e questo dovrebbe costituire un deterrente forse verso gli ungulati.

La realtà è che, nel migliore dei casi, il loro funzionamento è molto limitato nel tempo e poi i selvatici si abituano come se nulla fosse alla loro presenza.

Questi lampeggianti, quindi, non possono costituire un valido sistema di deterrenza ed il loro costo non è nemmeno così contenuto, anche considerando il fatto che, pure con questo sistema sarebbe necessario creare una cintura protettiva per non lasciare scoperto qualche possibile passaggio.

Se interessato a questo prodotto lo trovi qui: ISOTRONIC DETERRENTE PER CINGHIALE

Dissuasori fisici

Quando si parla di dissuasori fisici per tenere lontano gli ungulati dalle proprie colture, si intende sostanzialmente delle recinzioni che possono evitare il loro passaggio.

Come già detto, quando un animale è affamato darà fondo a tutte le sue risorse per superare gli ostacoli.

Reti metalliche

Una rete di una recinzione dovrebbe essere metallica, robusta e ben ancorata.

La rete dovrebbe essere alta almeno due metri perché cervi e caprioli saltano molto bene e molto alto.

I limiti di questa soluzione, per certi versi molto efficiente, è che installare una recinzione costa, sia in termini di materiale che di manodopera.

Inoltre è ben difficile recintare ampi appezzamenti di terreno, senza considerare il fatto che le recinzioni metalliche hanno un effetto visivo decisamente impattante.

Reti elettrificate

recinto elettrificato

Molto meglio delle recinzioni vere e proprie sono i recinti elettrificati.

I recinti elettrici sono dei recinti provvisori che possono essere installati e poi rimossi, all’occorrenza.

I cavi devono essere, anche in questo caso disposti ad altezze diverse in modo tale che gli animali non riescano a saltaci sopra o a passarci sotto.

Poiché è cavi sono collegati ad una batteria, ogni qualvolta vengono toccati scaricano elettricità sull’animale che in breve apprende a starne molto alla larga.

Non sono ovviamente scosse tale da causare danni permanenti agli animali, se non un piccolo shock.

Rispetto ai cavi singoli la rete elettrificata è più efficiente, ma anche più costosa.

Lo svantaggio di questo sistema consiste che anche gli animali domestici e i bambini possono subire scariche elettriche, se inavvertitamente toccano la recinzione.

La cosa buona è che, se si tratta di uno spazio vicino a casa e sorvegliabile a vista, si potrebbe semplicemente disattivare l’impianto durante il giorno ed attivarlo durante la notte, proprio quando gli ungulati si avvicinano sentendosi più sicuri e protetti dal buio.

Fare un recinto elettrificato non è molto complicato ma bisogna fare attenzione all’installazione in modo da evitare dispersioni di corrente che farebbero scaricare in breve tempo la batteria.

L'elettrivicatore lo trovi qui: ELETTRIFICATORE 220 V PER RECINTO ELETTRICO

Protezioni individuali per tronchi

protezione tronchi alberi

Arriviamo, infine, all’ultima soluzione che ho individuato per proteggere i tronchi degli alberi da frutto dagli animali selvatici.

Ultima, ma forse più comune soluzione: quella di avvolgere i tronchi con una rete o una scatola di protezione.

Queste protezioni evitano che gli alberi vengano scortecciati e rosicchiati, sia in basso, da roditori, sia più in alto, dagli ungulati.

La loro protezione si limita però solo al fusto dell’albero e lascia inevitabilmente scoperti i rametti più teneri e le gemme che possono diventare facile preda di un animale affamato, in inverno.

È importante che questi rivestimenti del tronco lascino passare la luce e l’aria per evitare ristagni di umidità che potrebbero finire per danneggiare l’albero, anziché proteggerlo.

Funzionano abbastanza bene per gli alberelli dei nuovi impianti e possono essere mantenuti per i primi tre anni di vita, magari in aggiunta ad altri sistemi di protezione.

Una protezione green è quella di MEYENG PROTEZIONE DEL TRONCO VEGETALE