Afidi delle rose: cosa sono e come eliminarli

Afidi delle rose

Gli afidi sono una delle più comuni malattie delle rose.

Gli afidi sono degli insetti minuscoli, pidocchi delle piante, volgarmente noti anche come gorgoglioni.

Possono essere neri, rossi o verdi, ma appartengono essenzialmente alla stessa famiglia.

Gli afidi sono fitofagi e si cibano della linfa delle piante, che succhiano col rostro dai tessuti vegetali, molte specie sono per questo assai dannose.

Caratterizzati da un alto tasso di riproduzione, hanno un ciclo evolutivo assai complicato, collegato sia all'alternanza di generazioni sessuate ed asessuate sia, talvolta, alla modificazione delle abitudini alimentari.

Nelle zone temperate, le uova degli afidi deposte in inverno si schiudono in primavera.

Non di rado si susseguono generazioni di sole femmine, le quali si riproducono per partenogenesi senza essere fecondate, fino alla comparsa di individui sessuati che si riproducono comunemente.

Gli afidi, di solito, non sono provvisti di ali, possono diventare alati quando hanno bisogno di migrare da una pianta all'altra.

L'afide inietta nella parte più tenera della rosa (spesso le colonie si concentrano sotto i boccioli) una saliva velenosa che scolorisce ed infetta fogliame e gemme.

Un sottoprodotto della digestione dell'afide è la melata, secrezione dolce dovuta all'eccessiva ingestione di linfa e zuccheri.

Formiche, api e vespe sono fortemente attratte dalla melata, tanto che le formiche possono diventare esse stesse vettori della diffusione degli afidi che, sostanzialmente, "coltivano".

formiche ed afidi

Le formiche, infatti, per favorire una maggiore produzione di melata, alle volte trasportano gli afidi con la loro bocca da una pianta rinsecchita ad una sana, incoraggiandoli così a continuare nelle loro abitudini alimentari.

Le deiezioni melate e le stratificazioni di muffe fungine finiscono col danneggiare le piante, già indebolite dalle molteplici punture dei parassiti.

Non di rado i boccioli delle rose, impoveriti di umori vitali e con i linfodotti perforati, avvizziscono anzitempo per poi morire.

Andiamo ora a vedere i metodi per eliminare gli afidi delle rose e quali prodotti usare per farlo.

Coccinelle

coccinella mangia afidi

Se notiamo sulle nostre rose la presenza di numerose coccinelle, insieme alle colonie degli afidi, forse è il caso che lasciamo fare a loro il lavoro "sporco".

Le coccinelle sono un nemico naturale degli afidi, di cui si nutrono.

Se vediamo che la nostra pianta non da particolari segni di sofferenza, quindi, lasciamo che siano le coccinelle a tenere a bada gli afidi, anche perché i metodi che segnaleremo in seguito, rischiano di eliminare gli afidi ma anche le coccinelle.

Il sapone di marsiglia

Gli afidi delle rose sono comunissimi, difficile avere delle piante che non ne siano mai attaccate.

Fortunatamente, però, è anche uno degli insetti più facili da combattere.

Il sapone di marsiglia è il metodo tradizionale e più comune per liberarsi degli afidi delle rose.

Si fanno sciogliere delle scaglie di sapone di Marsiglia in acqua molto calda e poi, una volta che il sapone si è sciolto e il liquido raffreddato, si spruzza la soluzione sulle parti della pianta attaccate dagli afidi.

Praticamente è un lavaggio delicato della pianta per eliminare la melata e con essa gli afidi.

Il piretro

Il piretro è una sostanza che viene estratta da un crisantemo e che va diluita (quando non è già pronta all'uso) con una certa quantità di acqua.

È un insetticida ammesso nelle coltivazioni biologiche e, per ottenere il risultato voluto, deve essere spruzzato mediante nebulizzatore o pompa a spalla, direttamente sulle foglie e i fusti della pianta.

>> Dove acquistare il prodotto

Sapone molle di potassio

Questo tipo di sapone, biodegradabile al 100%, deve essere sciolto in aqua e poi spruzzato sulle foglie.

La soluzione "aggressiva", che permette di liberarsi degli afidi delle rose in circa 24 ore, prevede di sciogliere 25 gr di sapone molle di potassio in un litro di acqua.

Salvo casi estremi in cui la pianta è già fortemente compromessa dagli afidi, però, è bene evitare questa soluzione aggressiva, anche perchè non può essere applicata nuovamente, perchè comunque ha una certa fitotossicità per la rosa.

Una soluzione meno aggressiva, che ci consente più applicazioni, distribuite su più giorni, consiste nel diluire 12 gr di sapone molle di potassio in un litro di acqua e, come sempre, irrorare abbondantemente le parti della rosa da trattare.

>> Dove aquistare il sapone molle di potassio

Olio di Neem

L'olio di Neem è un repellente naturale che viene spesso abbinato al sapone molle di potassio per essere diluito ed applicato. La funzione del sapone di potassio in abbinamento all'olio di Neem è quella di rendere idrosolubile quest'ultimo.

L'olio di Neem ha un alto contenuto di azadiractina, un repellente che aiuta a proteggere le piante contro insetti e parassiti come gli afidi.

In genere non vanno usate più di 4 gocche di olio di Neem puro per 1 litro di acqua.

Per evitare di complicarsi troppo la vita, tra olio di Neen da diluire e da abbinare al sapone di potassio, si può acquistare una soluzione pronta all'uso.

>> Dove acquistare l'olio di Neem

Quando eseguire i trattamenti contro gli afidi

Gli afidi delle rose proliferano meglio quando si ha un clima caldo umido, mentre il loro ciclo vitale viene indebolito dal clima secco, dalla pioggia e dal vento.

Per funzionare al meglio, i trattamenti devono essere applicati quando la temperatura non è troppo alta, è meglio quindi evitare le ore centrali del giorno.

Evitare i trattamenti quando vi è presenza di umidità o dopo la pioggia, in quanto questo diminuisce la capacità di assorbimento della pianta e l'efficacia del trattamento stesso.

afidi delle rose

Eseguire i trattamenti quando il clima è asciutto, preferibilmente nelle ore serali.

Vi sono tantissimi altri prodotti ad azione aficida specifica ma, se possiamo, ricorriamo sempre ad insetticidi naturali come quelli segnalati sopra.

Il Confidor è un aficida tra i più efficaci contro gli afidi delle rose (e non solo) ma contiene pur sempre dei neonicotinoidi che oggi sono considerati dannosi per le api.