Materiali per le pavimentazioni esterne

pavimentazioni esterneLa scelta del giusto materiale per pavimentare una porzione esterna della nostra casa dipende da alcuni fattori, primo tra i quali la frequenza di calpestio e il peso che la pavimentazione dovrà sostenere.

Le pavimentazioni esterne devono essere, in primo luogo, robuste e antiscivolo poichè, come è ovvio, esse saranno probabilmente esposte agli agenti atmosferici come il ghiaccio, la neve, la pioggia; inoltre bon è escluso che le superfici esterne debbano essere carrabili e per questo devono essere particolarmente resistenti alla compressione.

Gettata di calcestruzzo

La gettata di calcetruzzo è la forma più semplice ma, diciamocelo, anche meno piacevole da vedere, per creare una pavimentazione esterna.

Il calcestruzzo può essere abbellito creando un effetto di "finto agglomerato" o "finte beole".

calcestruzzo e pietrisco

Nel primo caso è necessario, quando il calcestruzzo è ancora umido, distribuire del ghiaietto perfettamente pulito in maniera uniforme e quindi comprimerlo nel calcestruzzo servendosi di uno sparviere. Non è semplice ottenere un lavoro omogeneo se non si è un pò esperti e, in ogni caso, è un metodo che richiede tempo e pazienza.

L'effetto "finte beole" sul calcestruzzo si ottiene semplicemente creando, sul calcestruzzo ancora umido, delle fughe di forma irregolare servendosi di una cazzuola a dito. L'effetto non sarà certamente bello come quando si utilizzano delle beole di pietra naturale ma il meccanismo è lo stesso. Le fughe hanno non solo uno scopo estetico ma anche quello di togliere l'acqua a livello superficiale che ristagnando potrebbe rendere la pavimentazione molto scivolosa, specie in particolari condizioni climatiche.

Pavimetazione in porfido

Il porfido è una pietra estremamente dura che è possibile reperire in vari formati.

Il formato classico del porfido è quello in cubetti da circa 2,5 Kg l'uno e il metodo tradizionale di posa e quello su letto di sabbia con disegni ad arco tipici del pavè.

Le pavimentazioni che si possono ottenere utilizzando il porfido sono molto belle ed estremamente resistenti. Il prorfido, rispetto ad altri tipi di pavimentazioni, sopporta meglio anche il sale distribuito, nel periodo invernale, per evitare la formazione di ghiaccio.  

Certamente la posa del porfido non è da tutti; ci vuole esperienza e una pavimentazione estesa è decisamente fuori dalla portata del bricoleur anche perchè, disegni a parte, è di fondamentale importanza dare anche delle pendenze sufficienti a far si che non si creeino ristagni d'acqua. Un  marciapiede intorno a casa, invece, potrebbe essere anche alla portata di coloro che vogliono provare a cimentarsi nella posa del porfido.

pavimentazione-porfido

Il porfido può anche essere annegato nel calcestruzzo per aumentarne ancora la resistenza al passaggio delle auto.

Per coloro che non vogliono cimentarsi nella posa dei singoli cubetti esistono in commercio anche dei pannelli con motivi ornamentali prefiniti e realizzati appunto con cubetti annegati nel calcestruzzo per ottenere dei blocchi pronti per essere posati senza particolari difficoltà.

Il porfido è certamente tra i materiali più belli che si possano usare per le pavimentazioni esterne. Gli svantaggi sono da ricercarsi principalmente nella difficoltà di posa e nel costo elevato del materiale.

Pavimentazioni con autobloccanti

Gli autobloccanti sono estremamente adatti a realizzare delle pavimentazioni esterne e si posano, al pari del porfido, su un letto di sabbia e ghiaia.

Pavimentazione con autobloccanti

Se parliamo di superfici carrabili, invece, la posa dovrà avvenire su una soletta d calcestruzzo armato preventivamente realizzata.

Gli autobloccanti sono realizzati nelle forme e nei colori più vari in modo da garantire bellezza visiva e stabilità nella posa che, spesso, viene realizzata ad incastro; ogni elemento,cioè, è perfettamente sagomato per adeguarsi agli elementi che lo circondano e questo già ne agevola il bloccaggio che si completerà definitivamente una volta che la sabbia che distribuiremo sulla superficie dopo la posa sarà andata a riempire perfettamente gli intertizi tra i singoli blocchi che, tuttavia, potranno essere ancora rimossi con una certa facilità nel caso di eventuali, successivi, lavori di scavo.

I mattoni autobloccanti sono realizzati in cemento vibrato che ne garantisce durata e resistenza alla compressione.

Pavimentazioni con beole

Con beole intendiamo delle lastre di piatra naturale di dimensioni irregolari e spessore di circa 2 o 3 centimetri.

beole pavimentazione

La posa può essere effettuata sia su letto di calcetruzzo armato (per le pavimentazioni carrabili) sia su letto di sabbia o direttamente su terra per le pavimentazioni del giardino; in quest'ultimo caso le pietre vengono posate  lasciando delle fughe abbastanza larghe dove poter fare eventualmente crescere l'erba.

Poichè le pietre sono di forma irregolare, l'abilità consiste nell'affiancarle in modo tale da far combaciare il più possibile i margini irregolari; i piccoli aggiustamenti possono essere effettuati scheggiando le pietre con una mazzetta da muratore.

Agglomerato

Si tratta di piastrelle di conglomerato cementizio, più o meno grandi ( in genere le dimensioni sono 30x30 cm) e di spessore di circa 3 centimetri la cui superficie è rifinita con ghiaino lavato o graniglie colorate oppure con delle scanalature che favoriscono il deflusso dell'acqua.

Come gli altri materiali, anche queste piastrelle possono essere posate sia su letto di malta sia su un letto di sabbia battuta.

La posa è semplice e le piastre sono abbastanza a buon mercato; questo ne fa uno dei materiali più abbordabili anche per i bricoleur meno esperti.

Le piastre dovranno essere eventualmente tagliate su misura servendosi di un flessibile (smerigliatrice angolare) su cui andrà montato un disco adatto al taglio della pietra e di diametro sufficientemente grande.

Le piastre di agglomerato che devono essere usate per superfici carrabili vengono realizzate nativamente con una armatura di filo di ferro.

Pavimentazioni in klinker

Il klinker a prima vista si presenta, per forma ed aspetto, come del tutto simile ad un mattone pieno.

La differenza tra i due materiali è però enorme e si basa essenzialmente sul tipo di argille utilizzate per produrre i mattoni sia, e soprattutto, sulla temperatura di cottura a cui il klinker viene sottoposto.

La temperatura di cottura del klinker può superare i 1200 C° e le altissime temperature fanno si che i pori superficiali del klinker si chiudano presentando quindi una compattezza e una impermeabilità incredibilmente superiore rispetto ad un comune mattone pieno.

Il processo di produzione del klinker, quindi, conferisce al materiale una elevatissima resistenza al gelo, una eccezionale resistenza alla flessione (superiore a 190 Kg/cm2) e all'abrasione. Un materiale che risulta essere, quindi, molto adatto alle pavimentazioni esterne.

I vantaggi, oltre alle caratteristiche chimico-fisiche che abbiamo già esposto, consistono nel fatto che, pur essendo un materiale ad elevato contenuto "tecnologico", si presenta pur sempre come un mattone tradizionale, quindi con una sobria eleganza e con il caratteristico colore che ben si adatta a molteplici tipologie di edifici e che può essere usato anche per le pavimentazioni in giardino, abbinandosi felicemente con il verde delle piante.

Gli svantaggi consistono nella superficie abbastanza liscia dei mattoni che, in caso di umidità, potrebbero diventare scivolosi.

La posa del klinker avviene principalmente su letto di sabbia battuta.