Ancoranti chimici a fiala e a iniezione: quando e come usarli

Ancorante chimico per cancello

Gli ancoranti chimici hanno un vasto campo di utilizzo e, al contrario dei sistemi tradizionali meccanici, non provocano tensioni nella muratura.

Questa loro caratteristica li rende idonei per fissare materiali anche pesanti su murature non particolarmente resistenti e/o cave al loro interno, come quelle realizzate con laterizi di tamponatura.

Questo è solo uno delle possibili utilizzi perché il range dei campi di applicazione va dal cemento armato fino alle tavelle in laterizio, appunto.

Cosa sono gli ancoranti chimici?

Gli ancoranti chimici sono un prodotto utilizzato in edilizia per fissare i più svariati elementi e sono una combinazione di resina ed indurente.

Nella generalità dei casi abbiamo a che fare con ancoranti bi-componenti, una resina e un indurente, dove entrambi i componenti vengono mescolati per mezzo di una pistola di quelle comunemente usate per le cartucce di silicone oppure mediante rottura dell’involucro in cui i componenti sono contenuti.

Come funziona l’ancoraggio chimico?

Con l'ancoraggio chimico, una resina viene iniettata nel foro prima dell'inserimento del tassello o direttamente della staffa.

Con questa, il prodotto chimico riempie naturalmente tutte le irregolarità e quindi rende il foro ermetico e impermeabile, con il 100% di adesione.

Gli ancoranti chimici hanno una profondità di ancoraggio virtualmente illimitata, quindi si può incorporare qualsiasi lunghezza di asta nel foro per aumentare la capacità di carico. E scegliendo di utilizzare un foro di diametro maggiore con un'asta più spessa, aumenti nuovamente la capacità di carico.

Quali tipi di ancoraggi chimici esistono?

Esistono fondamentalmente due tipi di ancoraggi chimici:

  1. ancoranti chimici in cartucce
  2. ancoranti chimici in fiale

Si tratta di due metodi diversi di applicazione che permettono di raggiungere il medesimo scopo.

Utilizzando le cartucce (sistema ad iniezione), i componenti vengono automaticamente miscelati in fase di estrusione. Vi possono essere cartucce singole o cartucce doppie, in quest’ultimo caso anche la pistola per cartucce dev’essere una pistola speciale.

Sorvoliamo sul fatto che i componenti possono essere di varia natura ed adatti all’applicazione su particolari tipi di supporti e/o in particolari condizioni. Per questo è bene farsi consigliare dal rivenditore in base alle nostre esigenze.

Gli ancoranti chimici in fiala sono invece contenuti in particolari fiale di vetro o in blister plastici e il loro uso viene associato a barre filettate che, al momento dell’inserimento, frammentano l’involucro contenente la resina e l’indurente, garantendo un fissaggio estremamente resistente.

In seguito parleremo più nel dettaglio di come si applicano questi due tipi di ancoranti.

Quali sono i vantaggi degli ancoraggi chimici?

I vantaggi degli ancoraggi chimici sono numerosi.

Innanzitutto non provocano sollecitazioni (al contrario dei tasselli ad espansione meccanica) e, inoltre, gli ancoranti possono essere utilizzati anche su sottofondi danneggiati e deboli, garantendo alti livelli di stabilità.

Possono essere utilizzati in applicazioni in cui gli ancoraggi meccanici non sono adatti, ad esempio nelle zone di bordo o quando è richiesta una breve distanza tra i punti di ancoraggio.

Inoltre, i sistemi di fissaggio sono più stretti, poiché la resina riempie con precisione il foro di fissaggio, impedendo qualsiasi permeabilità all'umidità.

Va inoltre tenuta presente l'elevata capacità portante di questi ancoraggi, che consente il fissaggio di elementi con livelli di carico variabili.

Infine, l'ancoraggio chimico dà l'opportunità di apportare lievi regolazioni all'allineamento del perno durante il tempo di presa della resina, mentre un ancoraggio meccanico ha bisogno di un foro da trapanare millimetricamente ogni volta per correggere la profondità e l'angolo.

Per questa ragione il fissaggio chimico viene quasi sempre preferito per la posa in opera di ringhiere ed infissi esterni come scuri e persiane.

Come applicare gli ancoranti chimici

Gli ancoranti in resina sopportano carichi enormi, ma la preparazione del supporto e la corretta applicazione è di fondamentale importanza per la riuscita del fissaggio.

Come abbiamo visto sopra, esistono due tipi di ancoranti chimici, in cartucce ad iniezione e in fiale.

Questi due tipi di ancoranti, pur funzionando allo stesso modo, hanno due differenti approcci per la messa in opera, vediamo quali.

Preparazione del foro

In entrambi i casi il primo step consente nel praticare un foro con il trapano sul supporto.

Il foro deve avere un diametro di circa 4 millimetri superiore rispetto all’asta o al tassello che dovrà trovarvi alloggiamento.

Questa maggior larghezza crea lo spazio necessario per la diffusione della resina.

Parlo di diffusione e non di espansione perché la resina, al contrario dei sistemi meccanici, non ritira e non si espande, va semplicemente ad occupare gli spazi vuoti dell’alloggiamento.

Dopo avere eseguito il foro con il trapano, lo stesso andrà poi ripulito da polvere e detriti insufflando un getto d’aria compressa al suo interno.

I dispositivi di protezione individuale dovranno ovviamente essere sempre indossati durante tutte le fasi di preparazione e applicazione.

Arrivati a questo punto le strade si biforcano, avendo i sistemi ad iniezione e quelli a fiala due modi diversi per essere applicati.

Sistema di ancoraggio ad iniezione

In questo caso, si inietta la resina utilizzando la pistola per cartucce.

Assicurarsi che la pistola sia dotata di un tubo di prolunga della lunghezza e del diametro corretti per raggiungere il fondo del foro.

Questi ed altri attrezzi e utensili per il fai da te possono essere acquistati direttamente online, verificate solo di acquistare ciò che davvero corrisponde alle esigenze del vostro specifico lavoro.

Iniettare delicatamente, rimuovendo lentamente il tubo dal foro, per depositare la resina senza intrappolare l'aria.

A questo punto non resta che posizionare il perno o la staffa da ancorare: inserire il perno e ruotalo lentamente spingendolo nel foro riempito di resina che, fuoriuscendo dal foro, indicherà il completo riempimento dell’alloggiamento.

Infine, lasciare polimerizzare.

Una volta che il bullone di ancoraggio, il perno o la barra filettata sono stati inseriti nel foro trapanato che ora è pieno di resina, prima di poter montare il cancello o qualsiasi altra cosa, sarà necessario lasciare che la presa della resina sia completa, seguendo le indicazioni dei vari produttori.

Sistema di ancoraggio con fiala

Con i sistemi a fiala, la resina è contenuta in fiale di vetro o in blister che dovranno essere rotti per permettere la fuoriuscita e il mescolamento degli elementi.

Per far questo la fiala deve essere alloggiata nel foro precedentemente creato e poi, in genere usando una barra filettata da avvitare nell’alloggiamento mediante il trapano, si frammenta la stessa miscelando il contenuto al suo interno e attivando i componenti.

In entrambi i casi, sia per i sistemi di ancoraggio a fiala che ad iniezione, e solo su materiali cavi, possono essere usati appositi tasselli in plastica con rete di distribuzione, in modo tale che la resina si espanda correttamente in tutte le direzioni bloccando saldamente il tassello.